Federico II
La Porta di Capua
Le Torri di Federico II tra storia e arte
Nella Sala Federiciana del Museo Campano di Capua è possibile ammirare non solo le sculture decorative originali della Porta di Capua, ma anche una preziosa riproduzione grafica della struttura prima dell’abbattimento del 1557.
Quest’opera, realizzata nel 1928 dall’avvocato capuano e appassionato d’arte Andrea Mariano, con inchiostro di china, rappresenta una delle prime e più significative ipotesi di ricostruzione del monumento medievale. Il disegno del Mariano, estremamente accurato nei dettagli, riveste un grande valore storico e critico: a esso si rifanno, con alcune varianti, le più note restituzioni grafiche di Shearer (1935) e di Bucher (1953), spesso associate agli studi di Willemsen (1953 e 1977).
Grazie a questa testimonianza conservata al Museo Campano, possiamo immergerci nell’universo di Federico II di Svevia, conosciuto come lo “Stupor Mundi”, il sovrano che segnò la storia del Regno di Sicilia con le sue riforme politiche, la sua passione per le scienze e le arti, e il suo gusto per l’architettura monumentale.
Federico II e la Porta di Capua
La Porta di Capua, detta anche Porta delle Due Torri, fu commissionata da Federico II intorno al 1234 e completata tra il 1239 e il 1240 dall’architetto campano Niccolò di Cicala. Concepita come un vero e proprio arco trionfale medievale, la porta aveva un carattere celebrativo e simbolico: rivolta verso Roma, incarnava l’opposizione dell’imperatore al potere papale.
La struttura si ergeva davanti al ponte Casilino di epoca romana, all’ingresso nord della città di Capua, considerata un avamposto strategico del Regno di Sicilia e un baluardo ai confini dello Stato della Chiesa.
Le raffigurazioni scolpite sulla Porta
Sulla Porta di Capua erano rappresentati non solo Federico II, la cui scultura oggi appare acefala e danneggiata, ma anche i suoi più importanti collaboratori: Taddeo da Sessa Aurunca e Pier delle Vigne, giuristi di corte e protagonisti della redazione delle celebri Costituzioni di Melfi (1231), una raccolta di leggi che segnò in modo duraturo la storia giuridica europea.
Oggi, visitando la Sala Federiciana, è possibile immaginare come fossero le Torri grazie al disegno di Andrea Mariano, che ci restituisce la maestosità di un’opera concepita come simbolo politico, artistico e militare del Medioevo.
