Matres Matutae
l Fondo Patturelli di Curti e il culto della Mater Matuta
Uno dei patrimoni più affascinanti dell’Italia antica
La storia del Museo Campano di Capua è strettamente intrecciata a quella di uno dei ritrovamenti più significativi dell’Italia meridionale: il santuario della Mater Matuta, emerso nel cosiddetto Fondo Patturelli di Curti, presso la porta orientale dell’antica Capua, nel territorio delle attuali Curti e Santa Maria Capua Vetere.
Le scoperte nel Fondo Patturelli
Tutto ebbe inizio intorno a un podio di tufo, scoperto a metà Ottocento. Non è certo se il rinvenimento fu casuale o legato a scavi effettuati per il saccheggio di tombe. La struttura fu smontata e molti materiali finirono nei fossi circostanti, per essere poi riscoperti decenni dopo, nel 1873, durante nuove indagini, anch’esse condotte in maniera fortunosa.
I primi scavi restituirono una straordinaria varietà di reperti:
terrecotte architettoniche e votive, spesso di grande raffinatezza;
un corpus di iscrizioni in lingua osca, note come Iovilas;
oltre cento sculture in tufo raffiguranti madri con bambini, ma anche offerenti, partorienti e figure stanti o sedute;
altari ed edicole in tufo;
vasi e ceramica miniaturistica, utilizzata come ex voto.
A questi materiali si aggiungevano le celebri Matres Matutae, statue monumentali che raffigurano donne sedute con neonati in braccio: un’iconografia unica che testimonia la centralità del culto della maternità e della fecondità nella Capua preromana.
La dispersione e la nascita del Museo Campano
Come spesso accadeva all’epoca, una parte consistente dei reperti del Fondo Patturelli seguì le vie del commercio antiquario internazionale. Le terrecotte, molto apprezzate per la loro serialità e per i colori vivaci, finirono in collezioni estere.
Fu proprio per arginare questa dispersione che, nel 1874, venne istituito il Museo Provinciale Campano di Capua, che accolse e valorizzò i materiali provenienti dagli scavi. Oggi essi costituiscono il nucleo centrale delle collezioni del museo, rendendolo un punto di riferimento imprescindibile per lo studio delle civiltà italiche preromane.
Il culto della Mater Matuta
La divinità venerata nel santuario era la Mater Matuta, dea italica associata all’aurora, alla nascita e alla protezione materna. Il culto, documentato anche in Roma durante la festa delle Matralia (11 giugno), trovava in Capua una forma espressiva particolarmente ricca e originale.
Tra le statue del Fondo Patturelli spicca un esemplare unico, che raffigura una donna con una melagrana (simbolo di fertilità) e una colomba (simbolo di pace): interpretata come rappresentazione diretta della dea stessa.
Un patrimonio unico al Museo Campano
Visitare il Museo Campano di Capua significa immergersi in un “bosco di madri”, come lo definisce lo studioso Carlo Rescigno: un insieme di statue e reperti che celebrano la maternità, la vita e il legame indissolubile tra uomo, natura e divinità.
Il percorso museale dedicato alle Matres Matutae rappresenta oggi un unicum al mondo, un’occasione imperdibile per riscoprire le radici della civiltà capuana e il profondo valore simbolico del culto della Mater Matuta.
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In galleria una delle Matres esposte nellla Sala delle Madri
