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Bronzi

Le armille

Storia, simbolismo e bellezza dei bracciali nell’antica Roma

Le armille erano tra i monili più affascinanti e significativi dell’antichità romana. Il loro nome deriva dal latino armus, che indica l’omero, ovvero la parte superiore del braccio: ed è proprio lì che spesso venivano indossate.

Utilizzate sia come ornamenti personali che come ricompensa militare, le armille erano simbolo di prestigio, protezione e bellezza. Nell’antica Roma, questi bracciali venivano portati non solo ai polsi, ma anche alle braccia e alle caviglie, con una varietà di forme e materiali oggi di grande interesse archeologico.

 

Tipologie e materiali: tra eleganza e funzionalità

Le armille potevano essere realizzate in oro, argento, bronzo, avorio, osso, ambra o materiali semipreziosi. Le più diffuse erano quelle a spira aperta, ma non mancavano modelli più elaborati con due o più volute, spesso a forma di serpente, simbolo apotropaico molto diffuso. Questa iconografia era legata alla funzione protettiva dell’animale e alla sua forma flessibile, perfetta per essere modellata in gioielli avvolgenti.

Decorazioni incise, intarsi di pietre preziose, elementi mobili: ogni armilla racconta una storia diversa. Spesso venivano personalizzate con motivi simbolici o erano parte di rituali, come nel caso degli amuleti che venivano inseriti al loro interno, secondo le credenze tramandate da autori come Plinio il Vecchio.

 

Simboli di potere e di protezione

Nella società romana, le armille erano anche segni distintivi. I guerrieri che si distinguevano per il valore in battaglia ricevevano in dono armille d’oro o d’argento, come testimonia la celebre formula riportata da Valerio Massimo:
Imperator te argenteis armillis donat.

Anche i gladiatori le indossavano: numerosi bassorilievi raffigurano lottatori con bracciali spiraliformi al braccio destro, concepiti non solo come ornamenti ma anche come elementi difensivi.

Le donne romane, invece, ne fecero uno strumento di eleganza e di superstizione. Alcune armille servivano a sorreggere piccoli talismani; altre erano arricchite da gemme, perle o ambra – come accadeva per i doni natalizi ricordati da Giovenale, segno di status e raffinatezza.

Anche in Oriente l’uso delle armille era diffuso: presso i Medi e i Persiani, questi bracciali venivano decorati con pietre preziose e portati su braccia e polsi, oppure ai garretti, una tradizione ancora visibile in alcune culture mediorientali.

 

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In galleria degli esemplari di armilla in bronzo proveniente da un corredo tombale dell’antica Capua.

La galleria

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