Bronzi
Iside, Horus e la Dea Matuta
Il simbolo eterno dell’amore materno
Da sempre l’immagine di una madre che allatta il proprio figlio rappresenta uno dei simboli più potenti dell’umanità. Un gesto universale che unisce culture e civiltà, evocando amore, protezione e nutrimento.
Tra i miti più suggestivi c’è quello della dea egizia Iside, raffigurata mentre allatta il figlio Horus. Moglie di Osiride, dio della resurrezione, Iside incarna l’amore, la fertilità e la magia. La leggenda narra che, dopo l’assassinio di Osiride da parte del fratello Seth, Iside grazie ai suoi poteri riuscì a riportarlo in vita per un breve istante: da quell’unione nacque Horus, destinato a diventare il protettore dell’antico Egitto.
Le raffigurazioni artistiche di Iside la mostrano come una donna maestosa, con una corona a forma di trono o con corna bovine che racchiudono il disco solare. In alcune iconografie appare nuda, seduta in trono, con il piccolo Horus sulle ginocchia mentre lo allatta. Questa scena, che trasmette calma e sicurezza, simboleggia non solo il nutrimento fisico, ma anche quello spirituale e affettivo.
Il culto della dea Matuta e le Madri in trono
Un’iconografia simile si ritrova nel culto della dea romana Matuta, venerata come dea del mattino, della fertilità e della protezione materna. A lei venivano offerte come ex voto le celebri Madri in trono, raffigurazioni votive donate dalle donne in segno di gratitudine per la maternità o come richiesta di protezione.
Queste opere straordinarie, oggi conservate al Museo Campano di Capua, rappresentano uno dei patrimoni più importanti dell’archeologia campana e raccontano il legame profondo tra maternità, religione e società nell’antichità.
Un filo che unisce culture e tempi
L’immagine di Iside che allatta Horus e quella delle Madri in trono dedicate alla dea Matuta ci ricordano il valore universale dell’amore materno. Sono raffigurazioni che celebrano il ruolo delle madri come custodi della vita, fonte di nutrimento, sicurezza e amore incondizionato.
Il Museo Campano di Capua, con la sua straordinaria collezione di Matres Matutae, invita a riflettere sul significato eterno di questo legame: le madri non solo donano la vita, ma plasmano il futuro delle generazioni con forza, compassione e dedizione.
Visitare il Museo significa entrare in contatto con un patrimonio unico al mondo, capace di raccontare, attraverso la pietra e il mito, la sacralità della maternità.
