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Territorio

Basilica di Sant’Angelo in Formis

Dal Tempio di Diana Tifatina agli affreschi medievali

La Basilica benedettina di Sant’Angelo in Formis, situata nell’omonima frazione del comune di Capua, rappresenta uno dei più importanti monumenti medievali della Campania. Celebre per la sua architettura e per il vasto ciclo di affreschi bizantini, la basilica sorge in un luogo sacro sin dall’antichità, ai piedi del Monte Tifata, là dove un tempo si innalzava il celebre Tempio di Diana Tifatina.

 

Dal Tempio pagano al culto cristiano

L’area di Sant’Angelo in Formis era già in età romana un santuario dedicato a Diana Tifatina, dea della caccia e protettrice dei boschi. Resti del tempio e delle strutture annesse sono stati messi in luce in epoca moderna: tra questi un possente muro perimetrale, individuato dalla Soprintendenza Archeologica di Caserta, e una grande vasca in “cocciopesto” collegata a un antico acquedotto.

L’accesso all’area sacra avviene ancora oggi attraverso l’Arco di Diana, testimonianza dell’antico passaggio tra il santuario pagano e il complesso monastico. Alcuni elementi architettonici del tempio vennero riutilizzati nella costruzione della basilica medievale, in un affascinante intreccio di riusi e stratificazioni.

Oggi una parte dei reperti rinvenuti in quest’area è conservata nella Sala dei Mosaici del Museo Campano di Capua, tappa imprescindibile per completare la visita e comprendere l’importanza storica del sito.

 

La fondazione della Basilica benedettina

La prima chiesa sorse nel X secolo, durante il principato longobardo, e fu consacrata a San Michele Arcangelo. Nel 1073 l’abate Desiderio di Montecassino, con il consenso del vescovo di Capua Pietro I e del principe normanno Riccardo, promosse la ricostruzione della basilica, che ancora oggi conserva l’impianto medievale.

La facciata è preceduta da un portico a cinque arcate, sorrette da colonne di spoglio con capitelli corinzi provenienti dall’antico santuario. Sopra il portale marmoreo, un’iscrizione ricorda l’opera di Desiderio, mentre un affresco raffigura San Michele Arcangelo e la Madonna con due angeli. Altri affreschi sotto le lunette del portico illustrano le storie di Sant’Antonio Abate e San Paolo Eremita.

Accanto alla basilica si innalza un elegante e massiccio campanile, anch’esso realizzato con materiali provenienti dal tempio di Diana.

 

L’interno: un tesoro di affreschi medievali

L’interno, a tre navate con absidi ma privo di transetto, custodisce il più ampio ciclo di affreschi medievali dell’Italia meridionale. Risalenti all’epoca di Desiderio, si ispirano all’arte bizantina, anche se realizzati da una scuola pittorica locale che tradusse i modelli orientali in forme più semplici e narrative.

Navata centrale: tre registri sovrapposti raccontano episodi del Nuovo Testamento.

Navate laterali: due registri illustrano episodi del Vecchio Testamento.

Pennacchi: figure di profeti, sibille, santi benedettini e sante.

Controfacciata: il monumentale Giudizio Universale.

Catino absidale: il Cristo in trono benedicente tra i simboli degli evangelisti, con l’abate Desiderio raffigurato vivente (riconoscibile dal nimbo quadrato) mentre offre il modello della chiesa a San Benedetto.

Abside destra: Madonna con Bambino, angeli e santi.

La basilica conserva inoltre resti del pavimento musivo medievale e un raffinato pulpito del XII secolo, posto a sinistra dell’altare.

 

Un panorama unico sulla pianura del Volturno

Oltre alla bellezza architettonica e pittorica, la Basilica di Sant’Angelo in Formis regala anche un’emozione paesaggistica. L’ampio sagrato che si apre davanti alla facciata è infatti un eccezionale belvedere: lo sguardo spazia dalla pianura solcata dal fiume Volturno, al profilo del centro storico di Capua, fino ai monti che degradano verso il mare, con Ischia visibile nelle giornate più limpide.

 

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Consigli di visita

La basilica si trova a pochi chilometri da Capua e da Caserta, facilmente raggiungibile in auto.

Consigliata la visita al tramonto, quando la luce esalta i colori caldi della pietra e degli affreschi interni.

Combinare la visita con il Museo Campano di Capua arricchisce l’esperienza, permettendo di scoprire i reperti del Tempio di Diana e la straordinaria Sala delle Matres Matutae.

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