Territorio
La Chiesa di Santa Maria delle Dame Monache
Un gioiello di architettura medievale tra arte, fede e memoria cittadina
La chiesa di Santa Maria delle Dame Monache di Capua è uno dei complessi monastici più antichi e affascinanti della città. Situata a est del Corso Gran Priorato di Malta, in un’area che un tempo si trovava al di fuori delle mura urbiche — in corrispondenza della porta detta Sant’Angelo — la chiesa rappresenta un punto di riferimento essenziale per comprendere la storia religiosa e architettonica di Capua medievale.
Le origini del monastero e la fondazione del 952
Secondo le fonti storiche, la fondazione del complesso risale al 952, quando l’abate Aligerno trasferì a Capua l’antico monastero femminile di Santa Maria in Cingla, che sorgeva molto al di fuori delle mura, verso Sant’Angelo in Formis. Quel monastero, a sua volta, aveva ereditato il titolo da un omonimo complesso situato ai piedi del Matese, presso Ailano.
La nuova sede capuana divenne presto uno dei centri religiosi più importanti del territorio e la chiesa del convento fu eletta a luogo di sepoltura privilegiato per le famiglie più illustri della città, tra cui i d’Aquino, la casata cui apparteneva San Tommaso d’Aquino.
Architettura e trasformazioni nel tempo
Nel corso dei secoli, la chiesa e il monastero subirono molteplici interventi e modifiche strutturali. L’edificio attuale presenta una pianta a croce greca a cinque navate, con bracci a terminazione curva e un portico a tre campate voltate a botte, sorretto da capitelli corinzi. La facciata è scandita da tre serliane e sormontata da un elegante fastigio barocco.
Tra il basso medioevo e l’età moderna furono realizzati importanti ampliamenti: la costruzione del refettorio, del dormitorio, del chiostro, del coro e del campanile (intorno al 1174); la ricostruzione della tribuna e dell’altare maggiore nel 1494; e nel XVI secolo un riassetto generale del monastero benedettino ad opera di Benvenuto Tortelli, che lo trasformò in una sorta di “insula” delimitata da vie pubbliche.
Interventi rinascimentali e restauri successivi
Le strutture oggi ospitano la Facoltà di Economia dell’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”, dopo un accurato recupero architettonico.
Nelle murature del complesso si leggono ancora le tracce di interventi rinascimentali in stile meridionale, caratterizzati dal riuso di materiali antichi di spoglio: ne sono testimoni il grande arco centrale nel secondo cortile, le colonne dell’arco di comunicazione con il terzo cortile, e le finestre timpanate del primo piano.
Nel terzo cortile si conserva inoltre una vasca ottocentesca utilizzata come abbeveratoio per i cavalli, testimonianza del periodo in cui la struttura fu adibita a caserma militare.
Un portale seicentesco introduce al primo cortile, dove sopravvivono colonne di un portico tardo-rinascimentale, segni di un linguaggio architettonico di transizione tra manierismo e barocco.
Tra il 1711 e il 1726 si svolsero ulteriori restauri, specialmente sulle decorazioni, culminati nella consacrazione della chiesa nel 1726. Con le soppressioni napoleoniche, la chiesa fu chiusa e adibita a deposito di armamenti, perdendo gran parte del suo arredo liturgico.
Dalla soppressione napoleonica alla rinascita contemporanea
Riaperta al culto nel 1826, la chiesa venne nuovamente abbandonata nel 1860 a causa di gravi problemi statici. Gli arredi e le sculture funebri furono trasferiti in altre chiese o, come nel caso di alcune opere di particolare pregio, al Museo Campano, dove sono tuttora conservate.
Il convento mantenne per lungo tempo la sua funzione militare fino al recupero e alla conversione in sede universitaria. Nei mesi scorsi, la chiesa di Santa Maria delle Dame Monache è stata oggetto di un importante atto di donazione all’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”.
L’accordo prevede che l’edificio venga destinato esclusivamente ad attività didattiche, culturali e a iniziative di alto valore sociale, rivolte alla formazione dei giovani e al beneficio della collettività. Un nuovo capitolo nella lunga storia di un luogo che, da oltre mille anni, continua a intrecciare sapere, fede e cultura.
