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Lapidario Mommsen

L'epigrafe di Caio Giulio Magno

Il Museo Campano di Capua è un tesoro di storia e cultura che continua a meravigliare i visitatori, anche dopo *150 anni* dalla sua fondazione. Nel primo cortile, un luogo ricco di reperti storici, si trova un elemento che, nonostante la sua apparente discrezione, nasconde una storia di notevole importanza.

La base di una statua, situata vicino alla testa del dio *Volturno, è dedicata a Caio Giulio Magno, un personaggio che ha lasciato un segno indelebile nella storia della città di Volturnum, oggi conosciuta come Castel Volturno. L'epigrafe celebra il suo ingresso nell'ordine dei decurioni, un gruppo selezionato di cittadini che svolgevano importanti funzioni amministrative e religiose nella società romana.

Tuttavia, l'aspetto più affascinante dell'epigrafe è il riferimento al servizio di Giulio Magno nella Classis Praetoria Misenensis, la flotta pretoriana di Miseno.

Il titolo di Navarchus princeps, che egli deteneva, era equivalente a quello di un centurione primipilo nell'esercito terrestre, rendendolo il comandante di più squadroni di navi e, di fatto, il secondo in comando della flotta più prestigiosa dell'Impero Romano.

Questo periodo della sua vita coincide con una fase particolarmente turbolenta della storia romana, che va dal regno dell'imperatore Commodo all'ascesa di Settimio Severo. Questi anni furono segnati da conflitti interni, giochi di potere e una successione di imperatori brevi e tumultuosi, rendendo il servizio di Giulio Magno ancora più significativo.

Il reperto è di cruciale importanza per gli studiosi che si occupano delle cariche militari nella marina romana, poiché potrebbe essere l'unico esistente a menzionare il ruolo di navarchus princeps. La sua vicinanza alla statua del dio Volturno non è solo una coincidenza geografica ma sembra quasi un segno del destino, un richiamo alle volte in cui Giulio Magno avrebbe navigato lungo il fiume Volturno, forse raggiungendo Casilinum, l'antico nome di Capua, dove oggi riposa l'unica testimonianza della sua esistenza.

La base della statua, quindi, non è solo un pezzo di marmo inciso ma un collegamento diretto con un passato glorioso, un indizio che ci permette di intravedere la vita e le imprese di un uomo che ha vissuto in un'epoca di grandi cambiamenti e ha svolto un ruolo di spicco nella storia dell'Impero Romano.

Durante la vostra visita al Museo Campano, prendetevi un momento per contemplare questo reperto, riflettendo sulle storie e sui segreti che ancora attendono di essere svelati.

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