Marmi
Rinaldo Fieramosca
Il cavaliere di Capua
«Era in ogni cosa splendidissimo. Una volta fece una giostra in Capua e menovvi quattro corsieri coi ferri d’argento, otto staffieri con vesti di seta e collane d’oro.» - (Faraglia)
Rinaldo Fieramosca, nobile cavaliere capuano del Quattrocento, fu una delle figure più rilevanti della sua epoca. Conte di Mignano Monte Lungo, barone di Rocca d’Evandro e signore di Caspoli, Camino, Galluccio e Camigliano, discendeva da Rossetto da Capua ed ebbe tre figli illustri: Cesare, Guido e soprattutto Ettore Fieramosca, l’eroe della celebre Disfida di Barletta.
Il ruolo militare di Rinaldo Fieramosca
Rinaldo prese parte con il padre alla guerra di Otranto contro i Turchi, distinguendosi come comandante di una compagnia di provvigionati. Per i suoi meriti ricevette dal re Ferrante d’Aragona una rendita annua di 200 ducati, spesso pagata in preziosi tessuti come velluto di Vienna, scarlatto e garbo.
Sempre Ferrante d’Aragona gli concesse la gabella nuova della città di Capua, simbolo di prestigio e ricchezza. Più tardi, Rinaldo fu investito del titolo di primo Conte di Mignano e Signore di numerosi feudi, insieme al figlio Ettore, dopo la rivolta dei Monforte (1495).
Il suo destino si compì durante l’assedio di Gaeta (1495-1496), quando, al servizio di re Federico d’Aragona, trovò la morte colpito da un colpo di artiglieria.
L’eredità dei Fieramosca
Alla sua morte, Rinaldo lasciò un ingente patrimonio: feudi, case, terre, armenti, diritti sulle gabelle di Capua, oltre a beni valutati in circa 30.000 ducati. Nei documenti d’archivio del 1496 compare persino un riferimento al bufalo da latte, segno che già all’epoca la famiglia Fieramosca era legata alla produzione della mozzarella di bufala campana, oggi riconosciuta nel mondo come eccellenza gastronomica.
Nel XVI secolo i Fieramosca acquisirono anche un palazzo a Capua – noto come Palazzo Fieramosca – che fu ristrutturato in stile rinascimentale: ancora oggi si possono ammirare decorazioni come la cornice a palmette, le grandi finestre rettangolari e gli oculi in tufo grigio del secondo livello.
La lastra tombale di Rinaldo Fieramosca al Museo Campano
Il Museo Campano di Capua conserva una straordinaria testimonianza legata a questo personaggio: la lastra tombale in marmo di Rinaldo Fieramosca, attribuita allo scultore lombardo Domenico Gagini detto Malvito, realizzata nella seconda metà del XV secolo. Un’opera che, oltre a custodire la memoria del cavaliere, rappresenta un prezioso esempio di arte funeraria rinascimentale nel Regno di Napoli.
